RAPPORTO PER IL COMITATO DI DIREZIONE DELLA F.E.C.C.I.A.

L. CARRIERO

CIDA/FEDERMANAGER – ITALIA

ROMA, 21 SETTEMBRE 2002

 

1 CONSIDERAZIONI SULL’INDUSTRIA CHIMICA IN ITALIA

1.1 L’anno 2001

1.2 Alcune caratteristiche della chimica e della chimica italiana attuale

1.3 I problemi strutturali

2 L’ATTIVITA DELLA CIDA E DI FEDERMANAGER

  

  1. CONSIDERAZIONI SULL’INDUSTRIA CHIMICA IN ITALIA
    1. L’anno 2001
    2. Durante il 2000 lo shock del prezzo del greggio e il calo della domanda mondiale avevano contribuito ad una riduzione del tasso di crescita e a creare un clima d’incertezza per il 2001-2002.

      Nel 2001 l’economia in generale ha subito un rallentamento, mentre l’attività industriale ha avuto un calo consistente con effetti molto negativi sul settore chimico.

      Nel 2000 la chimica europea è cresciuta in termini reali del 4% (farmaceutica esclusa), superiore alla crescita degli Stati Uniti e del Giappone, nel 2001 la produzione è invece diminuita del 2%.

      Nonostante la riduzione della produzione del settore, al netto della farmaceutica, e nonostante che tale fenomeno abbia riguardato tutti i principali paesi della comunità europea (Germania –3,5%; Francia –1,3%; Regno Unito –1,3%; Italia –1,2%), l’Europa mantiene la leadership mondiale del settore con un surplus della bilancia commerciale extra UE di 62 miliardi d’Euro, che rappresentano il 15% della produzione e il 70% dell’attivo commerciale dell’industria manifatturiera europea.

      In Italia l’andamento congiunturale dell’industria chimica è stato simile a quello europeo, condividendone le tendenze evolutive e i fattori di rischio.

      Esistono tuttavia delle differenze a livello strutturale per le quali è necessario avviare interventi correttivi e politiche di lungo periodo.

      In sintesi in Italia:

      Industria chimica

      2001

      Var. 2001/2000

      Var.2000/1999

      Al netto Farmaceutica

      Mld di Euro

      %

      %

      Produzione

      44,6

      -1,2

      +4,1

      Esportazioni

      16,7

      +1,8

      +10,4

      Importazioni

      25,2

      -2,8

      +6,0

      Domanda interna

      53,1

      -2,2

      +3,6

      Saldo Commerciale

      -8,5

       

       

      Occupati (‘000)

      133

       

       

      Investimenti

      2,0

       

       

       

      Industria Farmaceutica

      2001

       

      Mld di Euro

      Produzione

      21,8

      Esportazioni

      8,8

      Importazioni

      8,5

      Domanda interna

      22,1

      Saldo Commerciale

      +0,3

      Occupati (‘000)

      73

      Investimenti

      1,2

      Industria chimica

      2001

      compresa Farmaceutica

      Mld di Euro

      Produzione

      66,4

      Esportazioni

      25,5

      Importazioni

      33,7

      Domanda interna

      75,2

      Saldo Commerciale

      -8,2

      Occupati (‘000)

      206

      Investimenti

      3,2

       

      Permane un saldo commerciale negativo e pari a –8,2 miliardi d’euro, peggiorando rispetto al 2000 (-7,8 miliardi d’euro).

      La componente più importante del deficit commerciale è data dal settore della chimica di base.

      Per il 2002 le previsioni per l’industria europea si attestano all’1%, con una crescita della chimica superiore alla media e dell’ordine dell’1,5%.

      Per l’Italia la crescita non dovrebbe superare il 2% (al netto della farmaceutica): crescita insoddisfacente dopo il calo del 2001.

      Attività chimica in Italia

      2002/2001 %

      2001/2000 %

      Produzione

      2,0

      -1,2

      Esportazioni

      4,0

      1,8

      Importazioni

      5,0

      -2,8

      Domanda interna

      2,5

      -2,2

      al netto della Farmaceutica

      Solamente nel 2003 si può prevedere una buona crescita

      .

    3. Alcune caratteristiche della chimica e della chimica italiana attuale

    L’86% delle imprese ha meno di 100 addetti e l’87,5 % ha meno di 500 addetti.

    La chimica è un settore leader nell’export, che rispetto al fatturato raggiunge il 35%.

    Il passivo commerciale è da attribuire soprattutto alla chimica di base

      1. I problemi strutturali

    Nel rapporto dello scorso anno si erano messi in evidenza, in aggiunta ai problemi strutturali dell’economia italiana quali l’insufficienza delle infrastrutture e servizi a supporto dello sviluppo industriale e la necessità dello sviluppo dell’innovazione che riguardano anche il settore chimico, due temi che costituiscono dei vincoli allo sviluppo del settore:

    Tali problemi dopo un anno permangono, ad essi occorre aggiungere la difficoltà ad attrarre investimenti esteri.

     

     

    1. L’ATTIVITA DELLA CIDA E DI FEDERMANAGER

    Nel corso del 2002 particolare attenzione è stata posta da FEDERMANAGER per il riordino della Previdenza obbligatoria, stante la situazione economico-finanziaria dell’INPDAI (Istituto Nazionale per la Previdenza dei Dirigenti delle Aziende Industriali).

    In particolare il 23 maggio 2002 CONFINDUSTRIA e FEDERMANAGER hanno stipulato i seguenti accordi:

     

    Parallelamente alle attività della gestione della Federazione è proseguito il processo d’integrazione Dirigenti-Quadri:

    Per quanto riguarda la CIDA e l’EUROPA nel corso del 2002 la CIDA è stata impegnata nelle procedure di recepimento di numerose direttive:

    Tra i temi prioritari che la CIDA sta affrontando a livello di analisi e di proposte da sottoporre all’attenzione del Governo c’è quello della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico. Il rilancio delle attività di R&S è fondamentale per il posizionamento competitivo dell’industria italiana e soprattutto della chimica.

    Interessante è a tal fine lo studio condotto dalla CIDA su "Il sistema della ricerca pubblica in Italia", che contiene in particolare un insieme di proposte finalizzate allo sviluppo del settore della R&S.